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sabato 19 maggio 2012

19/05/2012 Il Ladro di Baghdad, Sass de Mesdì - Brentino

Diff: 6c/7a oppure 6a, A0
Lungh: 150 mt
La bella placca appoggiata del Sass di Mesdì
Bella via, non troppo difficile, in ambiente superbo (Ps: Certo, non cerchiamo il pelo nell'uovo... bisogna guardare i tetti verso l'alto e non l'autostrada del Brennero che, sotto, taglia a metà l'amena vallata! :P).
Il Sass di Mesdì, al Monte Cimo, è una bella placconata leggermente appoggiata situata sotto una serie di spettacolari tetti. Sono proprio questi a regalare alla roccia il caratteristico e raro aspetto a gocce, oltre che a renderla molto ruvida.
La via è interamente spittata e "si dice" sia la più bella delle tre che salgono su questa curiosa parete.
La roccia di tutti i tiri è super lavorata, a gocce, buchi a volte un po' taglienti e lamette.
La partenza è delicata, come anche il traverso del penultimo tiro (chiodato molto vicino e quasi azzerabile) che procede lungo una serie di micro tacche sia per le mani che per i piedi (consiglio assolutamente di provarlo in libera).

Ta'
Partenza delicata, 6a

La bella placca lavorata del secondo tiro (notare i tetti sopra: bellissimi)

Terzo tiro, quasi in sosta

Luca sul terzo tiro

Partenza con rimonta, quarto tiro

Luca sul delicato traverso della quarta lunghezza, 6c in libera

martedì 15 maggio 2012

13/05/2012 "Mi dissocio" al Sergent - Val dell'Orco (TO)

Diff: 6a+(6a obbl.) + le ultime 3/4 lunghezze del Cristo Verde
Lungh: 140 mt + 150 circa
Il massiccio del Sergent
Ci sono dei nomi che ti rimangono impressi nella mente, fin dalla prima volta che li senti. Possono essere nomi di persone, come di vie. Il Cristo Verde è uno di questi. Ci pensi e ti chiedi perchè proprio questo nome... certo, a pensare che nel lontano 1976, quando fu chiodata dal basso, presentava solo due spit  e le soste, su metri e metri di placca improteggibile, mi sono data una risposta: probabilmente, a metà del tiro, dopo 30 metri di placca sprotetta, il Cristo Verde ti appariva veramente! :P
Arrivi al Sergent e attacchi...pensando al Cristo Verde, ne rimani quasi delusa (ma non dicevano fosse così spittata!) e a casa ti accorgi che la tua guida, che ha 14 anni, non è aggiornata e che tra la Via delle Placche e il Cristo Verde, hanno spittato "Mi dissocio" (nel 2000).

La via è spittata piuttosto bene e si viaggia (per lo meno sui tiri più impegnativi), con  sicurezza. Certo permangono un paio di tiri delicati, ma la spittatura si fa chilometrica solo sugli ultimi tiri di IV grado (che poi sono gli ultimi del Cristo Verde). E' una via di aderenza tranquilla e divertente. La roccia ruvidissima e le striature verdi, che si perdono nel mare di "granito", la rendono piacevole e di un discreto fascino.
La prossima volta si sale al Cristo!!! Ta'
Qualche immagine:

L1

L4

L5

L5

Le placconate finali del Cristo Verde

lunedì 14 maggio 2012

12/05/2012 Spigolo alla Torre di Aimonin - Val dell'Orco (TO)

Diff: TD, 5c max
Sviluppo: 170 mt

Venerdì sera, ore 23,00 circa.
Cosa facciamo domani? Allora vada per Maslana? Sì... ma c'è quella perturbazione, che arriva domani pomeriggio... in Piemonte tiene fino a domenica a mezzogiorno... Magari si potrebbe dormire in macchina e rimanere sù anche domenica, tanto qua è brutto di sicuro... Ma io non ho qua il sacco a pelo, come facciamo? Io ne ho due!... Ok dai, fai lo zaino che domani alle 6 si parte per la VAL dell'ORCO e prendi ROCK PARADISE!
Ma Ta', cavolo, non si può decidere a quest'ora!...
Sabato mattina, ore 6,00.
Te guida che io dormo, svegliami per la colazione in Autogrill...

Così è nata l'idea di questo fine settimana, che ha permesso a me e a Raffo di rubare due vie al maltempo.

La Torre di Aimonin è, per importanza e valore storico, la terza struttura della Val dell'Orco, dopo i più noti Caporal e Sergent. La sua conquista risale agli anni '70, dopo la salita delle prime vie al Caporal.
Bella da vedere, anche se di gran lunga meno impressionante delle due strutture rocciose sopra citate, presenta tiri che possono essere considerati dei piccoli capolavori dell'arrampicata classica da preservare da una chiodatura sistematica che cancelli l'impegno psicologico di queste belle vie, rendendole insipide e uguali ad altre mille (cit. Rock Paradise, p. 134).

La via sullo spigolo davvero non delude. Sebbene corta e di relativo impegno a livello tecnico, presenta una varietà notevole di passaggi, tra fessure nette e verticali, diedri appigliati e un passaggio su tetto davvero scenico, tanto da meritarsi una foto sulla guida.
Il bello sta nella ricerca del tracciato, piuttosto logico in quanto segue fessure, diedri e spaccatture, con qualche chiodo qua e là. Trattasi dunque di una via da integrare a friend, sebbene le soste siano spittate e collegate da cordino.
Consigliata. Buon divertimento!!!
Il bel diedro del secondo tiro
Terzo tiro, sotto la rimonta (azzerabile, 2 chiodi vicini)

Raffo in uscita dalla rimonta del terzo tiro

Raffo sul tettino del quarto tiro
   
Quinto tiro, diedro atletico

Uscita su placca

martedì 8 maggio 2012

06/05/2012 Predore, settore Alto

Il MelloBlocco, piovoso come pochi, è stato teatro della mia ritirata strategica (con annessa crisi depressiva... a tal punto da rifiutarmi di comprare persino "l'imperdibile" Mello Maglia, che quest'anno era di uno splendido verde militare con scritta arancione).
Domenica, complice Guido (che ora che ha il tablet è in connessione diretta con Meteo.it), il quale mi ha letteralmente rapita dal torpore del mio divano venendomi a prendere sotto casa, si sono passate un paio di belle e quasi soleggiate orette a Predore. Prima che iniziasse a diluviare e a grandinare...ovviamente!
Dal momento che Riky, [attanagliato da un terribile mal di gola e disperato in quanto temeva di essersi messo pantaloni troppo pesanti per la giornata (POVERINOOO!), iperlamentoso e dedito alla fotografia più che all'arrampicata] ha fatto un servizio fotografico degno di un professionista, mi sembra carino spendere due parole sul settore Alto di questa bella e soleggiata falesia.
Con una splendida vista sul lago d'Iseo, il settore alto si può idealmente dividere in due parti: a destra un muro grigio di calcare compatto e lavorato, con tiri di media lunghezza e anche un filo atletici; a sinistra un muro giallo di roccia ruvidissima, a gocce e graspolini. Nella parte centrale ci sono anche alcuni tiri estremi, NL.
L'intera fascia è esposta al sole e molto calda, soprattutto "il giallo" a sinistra, quindi consigliata nella mezze stagioni e inverno e sconsigliata d'estate (a parte la sera e nella giornate nuvolose).
La spittatura è ottima e davvero ravvicinata.
Guido su Ciao Mario, 6a a destra (bello!)

Eureka, 6b (di sensazione, il duro sta nei primi 4 spit)

Guido su La Poiana, 5c (facile ma non banale, aplendidi movimenti)

Eureka, parte alta appoggiata
Da non perdere anche Capitan Mike (6b) e Achillea (splendida la variante di 6b+ a che si stacca dalla via originale a metà tiro, e sale a destra).

Grazie Riky per le belle foto
Ta'

lunedì 30 aprile 2012

29/04/2012 Di tutto un po', Ca' del Liscio (Coste dell'Anglone), Arco

Diff: 6c oppure 6b, A0 (6a+ obbl.)
Lungh: 300 mt.
A volte capita. Capita che parti alla ricerca di una via che davano per bella, con la certezza di non poter sbagliare perchè su quella parete c'è solo quella via... Arrivi sotto e trovi altre vie, aperte nel frattempo da chissà chi (una era sicuramente del Grill, vista l'evidente strisciata bianca...). E gira e gira, finisci con l'attaccare una via per sbaglio e a finirla per errore, a trovare il nome della via sul libro di vetta (all'uscita della via), a disegnare in macchina (durante il ritorno) la relazione e a provare a dare i gradi, a cercarla su internet (una volta arrivata a casa).
La via è la seguente http://www.scuolagraffer.it/Relazioni/ValleSarca/CaLiscio_DiTuttoUnPo.pdf , (la relazione messa qui di seguito è quella che ho disegnato io, così come i gradi sono stati dati da me e da Raffo, quindi è da prendere con le pinze!).

Trattasi di una via evidentemente poco ripetuta, per questo piuttosto sporca (con evidenti strati di muschietto sia sui tiri di placca che su quelli successivi).
Ci sarebbero anche dei bei tiri, come per esempio una bella parete giallo-rossa a tacche e una bella placca a gocce, ma la via è purtroppo molto discontinua, intervallata da importanti tratti boscosi/erbosi.

Secondo tiro, placca a lamette

quinto tiro

sesto tiro, prima parte

sesto tiro, muro giallo a tacche

Molto esposto, o per meglio dire aereo, il traverso del penultimo tiro.

uscita dal traverso del penultimo tiro
Attenzione all'ultimo tiro: passaggi delicati su roccia sporca (sabbietta sulle prese).

Ta'

domenica 29 aprile 2012

28/04/2012 Romantica, Mandrea, Arco di Tn

Diff: 6c (5c obb.)
Lungh: 300 mt, 12 lungh.
Tra mille dubbi, paure, incertezze... è arrivato anche il momento del ritorno, sperato quanto inaspettato, in via.
Complice il fine settimana di tempo sereno, o quanto meno non piovoso,  il "presto zurighese" Raffo... E poi almeno una via, prima delle partenza, gliela dovevo.
Romantica è stata una piccola rinascita, un ritorno alla consapevolezza che, forse, ce la si può ancora fare.
E' stata una giornata di risate, di qualche buona e sana "tirata di coppia" (come evidenzia la foto del diedro rovescio che... ma con quanta maestria tiro per bene la coppia!), di Tatiane incastrate nei diedri, di nuove esperienze per così dire "motorie", di soddisfazione psicologica. Ma bando alle paranoie e veniamo al sodo... alla via.

Romantica è una salita logica, elegante, molto varia in quanto alterna tiri di placca, diedri, piccoli tetti e paretine strapiombanti.
Di stampo alpinistico, ma chiodata da via sportiva (spit lungo tutta la via, soste collegate da catena, anelli di calata), permette di provare e azzardare i passi anche grazie alla chiodatura ravvicinata e con possibilità di azzero. Nonostante vi siano praticamente a tutte le soste anelli di calata, è tuttavia meglio (una volta passati il secondo/terzo tiro) decidere di non scendere in doppia.
Decisamente tecnico il traverso e l'arrivo in sosta del secondo tiro.
Particolarissimi il diedro rovescio del quarto tiro e il tetto con diedro soprastante del quinto.
 


Tre immagini relative al diedro rovescio, ben ammanettato e molto caratteristico


Molto carino anche il nono tiro, caratterizzato da placca verticale e un semplice traverso verso destra che termina con una comoda sosta da fare "anche seduti" con le gambe a penzoloni e sulla quale si può fare la pausa-merenda e dare un occhio alla relazione, mentre ci si prepara a superare gli atletici tetti del tiro successivo, seguiti da un delicato traverso in placca.


Bellissimo, con movimenti da "vero 6c da falesia", a tacche nette e buchi, il muto giallo del penultimo tiro (purtroppo non ci sono foto).


La parete è esposta al sole per l'intera giornata, anche se da metà circa i tiri "girano", almeno in parte, in ombra.

Consigliata!

Ta'
In uscita dal diedro rovescio

Raffo sul tettino sopra il diedro

Raffo in uscita dall'ottavo tiro


La placca sotto la sosta del secondo tiro