Visualizzazione post con etichetta Ice. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ice. Mostra tutti i post

lunedì 15 luglio 2013

16/07 Redorta, Canale Ovest

Pizzo Redorta (3038 mt) dal Canalone Ovest
Diff: PD, pendenze 40° il canale, 45° (ma tutti secondo me!) in uscita
Sono 4 anni che lo vedo lì. La finestra della cucina del Brunone è un quadro sul Redorta. Da lì lo vedi per bene: i due gendarmi, la normale, il canalone ovest dal quale, a sinistra, si distacca il centrale, può stretto e tortuoso. Ogni anno lo vedo e dico “domani salgo anche io”. Tanto lo dico quanto, puntualmente, non lo faccio: c’è sempre un piatto di pasta da fare, un cliente da ascoltare, una coperta da piegare.
E invece, finalmente, questo fine settimana si è presentata l’occasione. Fuori dal rifugio il suono del corno riempie di note la vallata. C’è il gruppo di Orobie, che sta concludendo il suo tour itinerante per i rifugi. E lo concludono proprio qui, in quello che Moro definisce il più rifugio tra i rifugi, insieme al Coca.
Tornare qui mi regala il sorriso, sempre. La sera servo ai tavoli e zompetto tra la cucina e la sala da pranzo. Le gambe, nonostante la salita (incredibile!), non mi fanno male. Domani, alle sei, parto e stavolta salgo per davvero!
I bei sogni vengono stroncati alle 5 invece, dal gruppetto orobico che ha deciso di salire per la normale. Si alzano, preparano gli zaini, fanno colazione. Nelle mie orecchie risuonano i tintinnio dei cucchiai, le cerniere degli zaini…  tre due uno mi alzo.
Entro in sala da pranzo che sembro un fantasmino (da come mi osservano), lego i capelli ad arte spettinati, metto gli scarponi e bevo una tazza di the con tanto zucchero. Parto.
Il gruppo capitanato dal Valoti, che di roccia orobica ne sa parecchio, sta a dieci minuti di distanza da me. Ci ricongiungiamo sul limite del nevaio, per calzare i ramponi (acci, ma cosa è che quando li metti non sono mai della misura corretta e li devi regolare? Ci litigo 5 minuti, ma poi i ramponi sono ai piedi).
Partiamo insieme, loro per la normale, io per quel canalone ovest che vedevo sempre dalla finestra della cucina… Essere qua, ora, è proprio bello. Respiro, finalmente respiro. La notte ha piovuto, per cui la neve è dura, un paio di calci ogni volta per far entrare bene le punte dei ramponi. L’aria è fredda, non gelida. Si sta bene. Fotografo per ‘ultima volta il manipolo che, in fila indiana, sale per la normale, prima che si infilino dietro il versante.
Salgo salgo. Tengo la destra e passo proprio sotto i gendarmi dove c’è il risalto roccioso (che non tocco neanche perché sfrutto una lingua di neve). Nella seconda parte il canale spiana e poi, gli ultimo 50-60 metri, impenna. La neve è dura dura e tiene benissimo. Picchio giù la becca, sento le dita che fanno male e sorrido di me stessa nel chiedermi perché non ho portato la picca col manico leggermente ricurvo…
Dalla sommità del canale guardo verso il basso, hiiii non bisogna mica cadere qua. La cresta rocciosa… ci sono. La cornice si è ritirata e lascia un crepaccio tra la distesa nevosa e la cresta di sfasciumi. Poi c’è qualche passaggio su roccette, ma sai, coi ramponi, devo comunque fare attenzione. La guardo un minuto…Mmmmm… Decido di rimettere via la picca per avere libere le mani e, naturalmente, anche la Reflex deve entrare nello zaino (e fu così che vidi il copri obiettivo rotolare giù… Ffff!!!). La cresta è affilata, qualche passaggio su roccia, una lingua di neve, ancora un risalto su roccia di qualche metro ed eccomi col naso attaccato alla croce di vetta. Uno dei tremila orobici… mi piaaace!!! Dall’altra vedo giungere il Valoti e il gruppone…  A mettersi d’accordo non saremmo arrivati insieme in vetta.
Sono stanca ma contenta, tante strette di mano e tante foto (anche una bellissima e inaspettata, by Matteo Zanga, dove… dove sono proprio io, con quella faccia stanca e svarionata, ma FELICE,  tipica di quando vado in montagna).
Scendiamo insieme per la normale, fino al rifugio, dove riesco persino a farmi scattare una foto con il mitico Mario Curnis. Poche ore, tante, troppe emozioni.
Ta’

lunedì 7 gennaio 2013

06/01/2013 Presolana Orientale, Canale Centrale

Canale di misto, poca neve
Diff: AD, passaggi di IIgr. su roccia
Lungh: 300 mt
Pendenza: 65° max

Ci sono esperienze, belle esperienze, che ti fanno capire quanto la vita valga la pena di viverla, fino in fondo. Senza esagerare, senza sfiorare il proprio limite, quello mai. Ma con la voglia, quello sì, di spingersi sempre un passettino più in là.
Ci sono momenti che ripagano di tutto.
Di ogni fatica, di ogni goccia di sudore, di ogni lascrima versata, di ogni sguardo torvo e di ogni insulto.
Attimi in cui ringrazi il cielo perchè ti ha fatta così strana, così diversa, così maschiaccio, così distante da come gli altri ti vorrebbero e così vicina a come vorresti essere.
Ed è bello essere lì, vicina fisicamente a chi condivide il tuo modo di vivere, anni luce distante da chi ti vorrebbe chiusa in qualche centro commerciale a guardare ciò che non possiedi. Invece, qua, nel nulla, sei padrone del tutto.
La montagna dà tanto, senza regalare. E forse è proprio questa la parte più bella.

Ta'
Luca durante l'avvicinamento

Il canale, povero di neve, visto dal basso

nel canale

Durante un tiro di corda, passaggi su roccette scoperte

Quasi in uscita

Creste della Presolana Orientale

Quasi sul visolo

Sole...

La discesa dalle creste, vista dalla vetta del Visolo

Ritrovo ore 7,00 a Bergamo. E' tardi, ma tanto dobbiamo fare una cosa veloce.
Ci crederemo, fino all'ultimo... o almeno fino all'uscita del canale, accorgendoci che le creste non sono poi così veloci da fare.
Al Passo si comincia a salire verso il bivacco, spostandoci subito dopo la Baita Cassinelli sul sentiero estivo, percorribile in quanto la quantità di neve è davvero esigua.
Tagliamo subito sù per i pendii appena arriviamo sotto le pareti giallastre della Orientale e, arrivati all'attacco, siamo già cottarelli (come sempre gli avvicinamenti in Presolana sono massacranti!).
Un po' di the caldo e siamo pronti. Guardando non c'è molta neve, un po' di rocciaèe scoperta. Superato lo zoccolo iniziale ci si addentra nel canale che diventa via via più impegnativo.
Si avanza, si trova un salto, si torna indietro di tre passi, si cambia direzione, si risale dall'altra, si continua. La neve è davvero poca e non dura, ma le picche infilano le loro becche piuttosto bene e i ramponi affondano, creando peste profonde e sicure.
Al primo salto di roccia troviamo un cordino. E' il momento di imbragarsi. Facciamo la sosta, un chiodo messo bene e un friend. Raffo supera bene il risalto e ci rassicura: ha trovato una clessidra con un bel cordino, il che significa sosta, persino sicura (evvai!).
Dopo questo tratto Raffo si slega, mentre con Luca proseguiamo in conserva, facendo sicura su qualche spuntone. Il pendio si mantiene sempre dai 50 ai 60 gradi. Senza troppi drammi siamo sull'Orientale... e qua arriva il bello. Ci aspettavamo un rientro, dalle creste, molto più  corto. In cima la neve è buona e fortunatamente non ci sono cornici. Un breve tratto di creste e poi giù ..giù ..giù per il pendio che scende a lato della Presolana Orientale. Anche qui i piedi affondano ed è un bene. Scendiamo piuttosto veloci ma prestando molta attenzione perchè non è banale. Su un breve risalto io preferisco legarmi e raffo mi fa sicura. Dopo una super ravanata finale con la neve fino alla vita, eccoci sbucare esattamente al Passo della Porta. Ancora uno sforzo ed siamo in vetta al Visolo. Siamo arrivati. E all'orizzonte il sole comicia a farsi rosso, bellissimo.
Un abbraccio a tre che peccato nessuno abbia potuto fotografare... anzi no, ci ha pensato il mio cuore!
Grazie ragazzi
Ta'

mercoledì 29 dicembre 2010

28/12/2010 Prove di ghiaccio a Lizzola






Stupenda giornata in compagnia di tre amici molto pazienti, anche se per me parecchio faticosa.
Ritrovo ore 7 a casa di Paolo, per poi passare a recuperare Alessandro e Raffo.
Perfetto: si parte alla volta di Valcanale alla ricerca di un po’ di ghiaccio. Una volta arrivati i dubbi che le cascate siano ancora troppo magre o inesistenti diventano certezze.
Paolo, relazioni fotocopiate alla mano, vuole farsi una cultura… e sostiamo un po’ a Valcanale per capire almeno dove dovrebbero essere ‘ste benedette cascate….
Dopo “esserci fatti una cultura” si riparte alla volta della cascata del parcheggio di Lizzola………. “Così, tanto per provare a muovere le picche, senza la necessità di particolari velleità estetiche” (cit. Alessandro)!!!!
“In altre parole per buttar via la benza!!!”(cit. Raffo)
Due modi, uno più raffinato e uno più orso, per esprimere lo stesso pensiero… Bella compagnia però… mi piace!
A Lizzola la cascata del parcheggio fa acqua da tutte le parti… nell’avvicinarsi per vedere si sente un crack sordo e in men che non si dica Paolo annaspa nell’acqua fino alla vita… impossibile trattenersi dal ridere. Ma il buon Paolo è stoico e non torna alla macchina per cambiarsi, anzi ci convince a salire nel bosco… Là, in cima in cima, si intravedono delle colatine azzurrine.
E suda suda suda.. siamo sotto una prima colatina.Gli esperti salgono e io, con enorme fatica, seguo.
Il risultato, a fine giornata, sono tre tiri che mi hanno bruciato gli avambracci.
Un grazie a Paolo, Ale e Raffo per le risate e l’infinita pazienza!

domenica 12 dicembre 2010

11/12/2010 X-ICE PARK day




Bella, bellissima giornata in compagnia di Riky, Oscar e Fulvio che gentilmente mi hanno "portata" in Piemonte nella Falesia dei Mutanti (conosciuta anche come X ICE PARK). Falesia di ghiaccio assolutamente affascinante, anche se artificiale. Le corde sui vari tiri possono essere calate anche dall'alto.
La giornata, molto, anzi troppo calda, ha fatto sì che il ghiaccio fosse molto bagnato e dopo due tiri (fatti, ovviamente, con abbigliamento non impermeabile) ero inzuppata d'acqua da capo a piedi.


Da tornare, per riprovare, con temperature più basse, abbigliamento adeguato e magari pikke più leggere :)