lunedì 14 ottobre 2013

12/10/2013 Ed è già inverno!!!...Passo San Marco e Cima Villa

dislivello: 700 mt circa

Ma chi ha mai detto che per pestare la prima neve orobica si debba aspettare almeno fine novembre? Nessuno! E' stato troppo bello, quasi da non crederci quando venerdì, messo il naso fuori di casa, ho visto la neve in lontananza, sulle Grigne. Neve, neve, neve ad ottobre... un sogno... E così, quasi più per scherzo che per altro, ho lanciato un appello su facebook: "chi viene a sciare domani?". E ti pare che un patito della tavola come Alex non avesse già organizzato la prima uscita backcountry della stagione?
"Io vado a passo San Marco domani... " mi dice.
Come perdere un'occasione del genere, tanto più che verso mezzogiorno il meteo sembra annunciare una finestra di bel tempo.
E così partiamo la mattina, non troppo presto... tanto il bello è previsto per mezzogiorno!
Arrivati alla Madonna delle Nevi la strada che sale verso il passo è già chiusa (o meglio non è stata pulita), pertanto non c'è modo di percorrerla su quattro ruote. Nevica... ma fiduciosi in quella finestra di bello che in  realtà non arriverà mai, partiamo.
L'aria è pungente, anche se lungi dal classico freddo della stagione invernale. Cammino e ... e che bello. Per certe emozioni, che come dico sempre si possono trovare anche sulle montagne di casa, non esistono parole. Sono quegli istanti, quegli attimi mentre il tuo piede si sposta in  automatico davanti all'altro, che la mente si svuota e l'anima si riempie d'immenso. Sono quegli attimi in cui senti che esiste qualcosa di molto più grande, che sta sopra, dentro, ovunque... che sia forse Dio? Se è Dio, quel Dio che nel caos della quotidianità mi sfugge, qua è come un rivolo d'acqua fresca che mi scorre tra le dita. Qua, in montagna, Dio c'è.
Al passo la neve supera in ginocchio e senza ciaspole è tutta da pestare. Siamo i primi, il manto bianco è intonso: che soddisfazione. A causa del forte vento e del perdurare del maltempo, ci fermiamo sulla cima Villa e da lì scendiamo. La neve sopra i 2000 è polvere, mentre sotto è piuttosto pesante. Presto arriviamo al rif. San Marco e poi, per la stradina, alla macchina. Che bello...ho pestato la prima neve!!!

Ta

La Ta' con quell'asse da stiro che non galleggia manco a morire che è la sua tavola!!!

Bel tempo al passo...

La Ta' e Alex... lui sì che sa surfare!!!

Il tempo è talmente bello che ci viene da tornare a casa...

La Ta' quando riesce a stare in piedi e non è con la testa nella neve (truzzo style)

La Ta' con i capelli congelati tipo Mocio Vileda...
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sabato 17 agosto 2013

16/08/2013 Via Mauri-Fiorelli alla Punta Torelli (Valmasino), 3137 mt

 
 
 
Diff: V+. soste a spit tranne le prime due lunghezze, chiodi in via

Lungh: 400 mt


Dalla Bolivia con amore.. si torna ad un classicone di casa nostra (o quasi): la Valmasino.
Cara vecchia Valmasino che, grazie a Raffo che paziente si subisce tutte le mie paturnie, mi regala una giornata di spettacolare granito.
Grigio - verde, lavoratissimo, solido. La via, di difficoltà assolutamente contenute, è una delle più ripetute dell'area che sovrasta il rifugio Gianetti (insieme alla Molteni al Badile, che però richiede un maggiore impegno in termini di velocità e di tempo a disposizione, e al più sostenuto Spigolo Vinci).
La nebbia, che la fa da padrona per l'intera giornata, filtra i raggi del sole, impedendoci un'ustione sicura! Sale e scende la nuvolaglia, lasciando qua e là qualche spazio al blu del cielo che... che è bellissimo... e anche se non è quello del Sudamerica, beh questo è il MIO cielo.
Un po' di neve ci rende difficile l'attacco (consigliati un paio di ramponcini leggeri per evitare  mega scivoloni) e degli omini messi da chissà chi ci allungano notevolmente il ritorno al rifugio*.
La via sale logica, prima attraversando a destra dalla base della parete fino ad andare a prendere la cresta, per poi seguirla fino alla croce di vetta. In alcuni tratti molto esposta, risulta sempre ben proteggibile con friend medi / nut o sufficientemente chiodata.
Dalla croce di vetta spettacolare la vista sul Badile e sulla Val Bregaglia.
*Ps: dalla croce di vetta seguire la cresta fino alla sella e POI scendere a sinistra per canale e sfasciumi che portano ad aggirare il Dente della Vecchia. Consiglio di NON SEGUIRE degli ometti che scendono in un canalino, sempre a sinistra, prima di raggiungere la forcella. Ci si ritrova su cenge pensili e sfasciumose proprio sopra le placche, con un paio di doppie d'emergenza, attrezzate da chi si è imbattuto qui prima di noi...
Ta'