La vita è ricca di incontri. Incontri veri e false conoscenze. Tante anime attraversano la nostra esistenza, senza lasciare traccia alcuna. Di poche rimane l'impronta. E questo accade perchè quelle poche, per poco o lungo tempo che sia, ci regalano qualcosa. Panta rei, tutto scorre. Fugge via l'Esistenza, cambiano le stagioni, sia quelle della vita che quelle del cuore.
Ci sono persone che si appropriano di uno spazio ben preciso del cuore sin dalla nascita, altre che questo spazio se lo conquistano. Se per le prime non vi è rischio di perdere lo ius soli, per le seconde è ben altra questione: l'amico ha un ruolo difficile, in quanto l'amicizia necessita di continue, piccole, impalpabili riconferme. Ma proprio questo rende unici certi rapporti. Ci sono relazioni che superano i preconcetti che a volte impoveriscono la mente umana e che sanno andare oltre. Superano i confini del semplice stare bene insieme, del solo condividere, a volte del rapporto amoroso e si librano nel vento. Relazioni che volano alte e vedono lontano, come le aquile. Relazioni forti e piene di vitalità, che sono, sanno di essere e continueranno ad essere.
Ta'
giovedì 17 novembre 2011
domenica 23 ottobre 2011
22/10/2011 Il lamone e le sue placche + Le risposte di Bakunin - Val di Mello
1) Il lamone e le sue placche, lungh: 260 m, diff: 6a+ (7 lunghezze)
2) Le risposte di Bakunin, lungh: 170m, diff: VII- (il "duro" è sulla prima lunghezza, aggirabile attaccando dal bosco, salendo verso sinistra e superando un muretto e lo spigolo fessurato poco sopra, VI)
"E facciamolo ridere 'sto sole..." E come spesso accade, le circostanze ed il caso fan sì che i programmi cambino all'ultimo. Ed insieme ai programmi anche la prospettiva della giornata.
Sveglia puntata alle 5,50 e partenza prevista per le 6,30... alle 7 si decide all'unanimità di chiamare Paolo (l'autista della giornata) e, con assai poca sorpresa (hihihi!) scopriamo di averlo svegliato. Con un notevole ritardo passiamo a prendere Daniele, reduce da una serata molto lunga, il che implica il vederlo salire in macchina con la copertina di pile sotto braccio e pronto a recuperare il sonno perso durante il viaggio.
Pensa e ripensa, e nella mente si accende una lampadina, che in realtà ha l'effetto di un fulmine a ciel sereno. La relazione di Sole che ride (pag.169 per la precisone) riporta "Il diedro rimane spesso bagnato a lungo dopop le piogge e asciuga lentamente".. urca, questa settimana ha piovuto e non poco.. Mentre qualche altra simpatica relazione accennava a questo famoso diedro che rimane bagnato per lunghi periodi, anche quando non piove. Inoltre il cielo è grigiastro e fa freddino (ma le previsioni non davano bello?)...
BENE, LA GIORNATA SI PREANNUNCIA INTERESSANTE!
La macchina cade in un sonno profondo fino a San Martino (povero Paolo!).
Al Kundaluna il buon Ketty ci aiuta a svegliarci dal torpore con cappucci, caffè doppi e brioches calde al cioccolato... ci guarda pure le previsioni: fa freddo ma dovrebbe arrivare il sole, prima o poi.
1) Abbandonata l'idea del Precipizio (le colate su Sole che ride luccicano) ci dirigiamo verso lo Sperone Mark e attacchiamo Il Lamone. Durante i primi due tiri, belli ed incredibilmente estetici, fa davvero freddo ma grazie ai miei eroici soci (confermo: gli uomini soffrono di meno il freddo rispetto alle donne) si sale. A partire dal terzo tiro, finalmente, arriva il sole (non quello che ride! Battuta pessima...) e comincia a tornare, gradualmente, la sensibilità a piedi e mani. Mi godo la seconda parte della via, che si differenzia nettamente dalla prima, ed è caratterizzata da una serie di belle blacche d'aderenza. Buona la spittatura sul tiro di 6a.
2) Scesi dalla via, ci accorgiamo che è ancora presto e ci incamminiamo verso il Brontosauro, la struttura soprastante lo Sperone degli gnomi, per attaccare Le risposte di Bakunin, bellissima via storica, situata a sinista della più recente e spittata Pipistrello al sole.
Bakunin è una salita (1978, Boscacci, Merizzi) di sole 4 lunghezze, ma ha decisamente un suo perchè. Come credo tanti dei ripetirori ho aggirato la prima lunghezza (VII di aderenza che impenna lungo una pancia a vista decisamente non semplice e non protetta ne' proteggibile) pensando con assoluta sincerità "Complimenti a chi ha il coraggio e non arriva per terra...". La seconda lunghezza è decisamente carina ed è qui presente l'unico chiodo della via. Dalla sosta (in comune con Pipistrello e quindi a spit) ci si sposta verso sinistra andando a prendere una lametta (loco assai accogliente per un friend!!), per poi rimontare su di una "pancetta" e arrivare in aderenza fino alla sosta. Stupendo il quarto tiro: risalire due fessurine oblique spostandosi verso la sinistra della bella placconata. per arrivare ad un alberello e rimontare uno spigolino (passi delicati) fino alla sosta.
Ps: Ieri sera una fonte certa (Maspes) mi ha gentilmente informata di aver toppato in pieno l'attacco. La via (anche la partenza alternativa) partirebbero a sinistra degli spit del Pipistrello al sole... eeehhh! Capita! (Abbiamo aperto una nuova variante??!!)....
Ta'
2) Le risposte di Bakunin, lungh: 170m, diff: VII- (il "duro" è sulla prima lunghezza, aggirabile attaccando dal bosco, salendo verso sinistra e superando un muretto e lo spigolo fessurato poco sopra, VI)
"E facciamolo ridere 'sto sole..." E come spesso accade, le circostanze ed il caso fan sì che i programmi cambino all'ultimo. Ed insieme ai programmi anche la prospettiva della giornata.
Sveglia puntata alle 5,50 e partenza prevista per le 6,30... alle 7 si decide all'unanimità di chiamare Paolo (l'autista della giornata) e, con assai poca sorpresa (hihihi!) scopriamo di averlo svegliato. Con un notevole ritardo passiamo a prendere Daniele, reduce da una serata molto lunga, il che implica il vederlo salire in macchina con la copertina di pile sotto braccio e pronto a recuperare il sonno perso durante il viaggio.
Pensa e ripensa, e nella mente si accende una lampadina, che in realtà ha l'effetto di un fulmine a ciel sereno. La relazione di Sole che ride (pag.169 per la precisone) riporta "Il diedro rimane spesso bagnato a lungo dopop le piogge e asciuga lentamente".. urca, questa settimana ha piovuto e non poco.. Mentre qualche altra simpatica relazione accennava a questo famoso diedro che rimane bagnato per lunghi periodi, anche quando non piove. Inoltre il cielo è grigiastro e fa freddino (ma le previsioni non davano bello?)...
BENE, LA GIORNATA SI PREANNUNCIA INTERESSANTE!
La macchina cade in un sonno profondo fino a San Martino (povero Paolo!).
Al Kundaluna il buon Ketty ci aiuta a svegliarci dal torpore con cappucci, caffè doppi e brioches calde al cioccolato... ci guarda pure le previsioni: fa freddo ma dovrebbe arrivare il sole, prima o poi.
1) Abbandonata l'idea del Precipizio (le colate su Sole che ride luccicano) ci dirigiamo verso lo Sperone Mark e attacchiamo Il Lamone. Durante i primi due tiri, belli ed incredibilmente estetici, fa davvero freddo ma grazie ai miei eroici soci (confermo: gli uomini soffrono di meno il freddo rispetto alle donne) si sale. A partire dal terzo tiro, finalmente, arriva il sole (non quello che ride! Battuta pessima...) e comincia a tornare, gradualmente, la sensibilità a piedi e mani. Mi godo la seconda parte della via, che si differenzia nettamente dalla prima, ed è caratterizzata da una serie di belle blacche d'aderenza. Buona la spittatura sul tiro di 6a.
| Paolo sul Lamone, seconda lunghezza |
| Raffo, tra le foglie colorate dall'Autunno |
| Raffo sulle placche della terza lunghezza |
2) Scesi dalla via, ci accorgiamo che è ancora presto e ci incamminiamo verso il Brontosauro, la struttura soprastante lo Sperone degli gnomi, per attaccare Le risposte di Bakunin, bellissima via storica, situata a sinista della più recente e spittata Pipistrello al sole.
Bakunin è una salita (1978, Boscacci, Merizzi) di sole 4 lunghezze, ma ha decisamente un suo perchè. Come credo tanti dei ripetirori ho aggirato la prima lunghezza (VII di aderenza che impenna lungo una pancia a vista decisamente non semplice e non protetta ne' proteggibile) pensando con assoluta sincerità "Complimenti a chi ha il coraggio e non arriva per terra...". La seconda lunghezza è decisamente carina ed è qui presente l'unico chiodo della via. Dalla sosta (in comune con Pipistrello e quindi a spit) ci si sposta verso sinistra andando a prendere una lametta (loco assai accogliente per un friend!!), per poi rimontare su di una "pancetta" e arrivare in aderenza fino alla sosta. Stupendo il quarto tiro: risalire due fessurine oblique spostandosi verso la sinistra della bella placconata. per arrivare ad un alberello e rimontare uno spigolino (passi delicati) fino alla sosta.
Ps: Ieri sera una fonte certa (Maspes) mi ha gentilmente informata di aver toppato in pieno l'attacco. La via (anche la partenza alternativa) partirebbero a sinistra degli spit del Pipistrello al sole... eeehhh! Capita! (Abbiamo aperto una nuova variante??!!)....
Ta'
| 2° lungh. |
| 4° lungh. |
lunedì 10 ottobre 2011
09/10/2011 Via del Missile, Monte Casale, Arco di Trento
| Monte Casale, a destra il Missile |
| In uscita dalla seconda lunghezza |
| Traverso aereo sul terzo tiro |
| La fessura camino che sovrasta la testa del Missile |
| In uscita dal sestro tiro(?) |
| Io, il Missile... e i fungetti :) |
Diff: VI (A0)
Lungh: 400 mt circa
Il missile si staglia, arancione e giallastro, lungo la parete grigia del Casale. La testa che punta verso il cielo terso.
Il tracciato della via si sviluppa lungo una bella serie di diedri, con un bel traverso nel terzo tiro e una bella fessura camino che porta alla cengia che costituisce la testa del missile.
Via dalla linea logica e affascinante, grande esposizione e verticalità.Domenica mattina. Bar delle placche zebrate. L'aria è pungente ma la giornata si preannuncia tiepida. Panino e cappuccio (la barista mi dice che va di moda così...) e si riparte in direzione Sarche.
Si parte già imbragati, niente zaino.
Troviamo subito (o quasi) il sentiero che sale e punta dritto verso la base di quello space shuttle disegnato sulla parete e arrivati sotto ci accorgiamo delle due cordate già in via. Ci prepariamo con grande calma, e si parte. La roccia, fino a metà del secondo tiro, è un po' friabile, ma poi migliora.
Se speravo di poter tirare qualcosa, già dal secondo tiro, intuisco che non è roba per me, non ancora per lo meno (e chissà se lo sarà mai). Il grado è sempre sostenuto ma assolutamente arrampicabile, ma la via è decisamente di stampo alpinistico e con protezioni molto esigue, quindi assolutamente da proteggere.
Il mio socio invece pare non abbia alcun problema e che su questo terreno, a me tanto sconosciuto, si trovi a suo agio: decido quindi di buon grado e con un certo piacere, nonchè sollievo, di fare da seconda tutte le lunghezze. Rimane lo stesso una bellissima via, di soddisfazione, che richiede dimestichezza con il calcare e una buona capacità di lettura.
Ta'
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